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Uso del cellulare alla guida: casi di risarcimento negato per colpa concorrente

12
Nov, 2025

Negli ultimi anni l’uso del cellulare alla guida è diventato una delle principali cause di incidenti stradali. Una distrazione di pochi secondi, come leggere un messaggio o controllare una notifica, può bastare per provocare gravi danni. Ma c’è un aspetto meno conosciuto e altrettanto importante: l’uso del telefono può incidere sul diritto al risarcimento, anche quando la colpa non è interamente del conducente.

Quando il cellulare influisce sul risarcimento

La legge prevede che chi subisce un danno in un incidente stradale possa ottenere un risarcimento se dimostra di non avere responsabilità. Tuttavia, quando emerge che il conducente stava usando il cellulare al momento dell’impatto, può essere riconosciuta una “colpa concorrente”.
In pratica, ciò significa che il risarcimento viene ridotto proporzionalmente alla parte di responsabilità attribuita al danneggiato.

Ad esempio, se un automobilista viene tamponato ma risulta che stava scrivendo un messaggio e quindi non ha mantenuto la dovuta attenzione alla strada, l’assicurazione potrebbe sostenere che la sua condotta abbia contribuito all’incidente. In questi casi, i giudici spesso riconoscono una percentuale di colpa, anche del 30-40%, con conseguente diminuzione del risarcimento spettante.

Come viene provato l’uso del cellulare

L’uso del cellulare non è sempre facile da dimostrare, ma oggi le compagnie assicurative e i tribunali si affidano a diverse fonti:

  • Verbali delle forze dell’ordine, se il conducente è stato colto in flagrante o ha ammesso l’uso del telefono.
  • Dati tecnici come il traffico telefonico in prossimità dell’orario dell’incidente.
  • Testimonianze o riprese video (telecamere, dash cam).

La semplice presenza del cellulare sul sedile o la chiamata in arrivo non bastano a provare la distrazione, ma quando ci sono elementi concreti, la responsabilità può cambiare in modo significativo.


Domande e risposte sull’uso del cellulare e la colpa concorrente

1. Se uso il cellulare solo per rispondere a una chiamata con vivavoce, rischio comunque qualcosa?
No, l’uso del vivavoce o degli auricolari è consentito purché non si debba toccare fisicamente il telefono durante la guida. Tuttavia, se l’attenzione è comunque ridotta e si dimostra che la distrazione ha contribuito all’incidente, la colpa concorrente può essere comunque valutata.

2. Posso perdere del tutto il diritto al risarcimento?
Solo nei casi più gravi, in cui l’uso del cellulare è la causa esclusiva dell’incidente. Più spesso, il risarcimento viene ridotto in misura proporzionale alla colpa.

3. Come posso difendermi se l’assicurazione sostiene che stavo usando il telefono ma non è vero?
È possibile contestare la ricostruzione dei fatti, ad esempio chiedendo una verifica dei tabulati telefonici o fornendo testimonianze che dimostrino che il cellulare non era in uso in quel momento. Un avvocato può aiutare a raccogliere e valorizzare le prove utili.

4. E se sono pedone o ciclista e l’automobilista era al telefono?
In questo caso è l’opposto: l’uso del cellulare da parte del conducente può aggravare la sua responsabilità e aumentare il risarcimento per la vittima.


In sintesi

L’uso del cellulare alla guida non solo è pericoloso, ma può costare caro anche sul piano del risarcimento. Anche chi ha ragione, se risulta distratto, rischia di vedersi ridurre l’indennizzo.
La prudenza – e qualche attenzione in più al volante – resta la migliore tutela, sia per la sicurezza che per il proprio portafoglio.

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Studio Malaguti – Garlassi