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Acquisti su Vinted / eBay / Marketplace: cosa fare se ricevi un prodotto falso

Negli ultimi anni gli acquisti su piattaforme come Vinted, eBay, Facebook Marketplace e altri mercati online tra privati sono aumentati in modo esponenziale. Vestiti, accessori di moda, elettronica e oggetti da collezione passano facilmente da un utente all’altro con un semplice click.
Ma c’è un rischio che molti sottovalutano: ricevere un prodotto contraffatto.

Sebbene molte piattaforme prevedano sistemi di protezione dell’acquirente, è importante sapere come tutelarsi concretamente e quali diritti ha chi compra da un privato o da un venditore professionale.


Come riconoscere un prodotto falso

A volte è facile accorgersene, altre un po’ meno. Alcuni segnali tipici:

  • prezzo troppo basso rispetto alla media;
  • materiali o finiture diversi rispetto all’originale (ad esempio cuciture irregolari su borse firmate);
  • loghi alterati o non perfettamente centrati;
  • mancanza di etichette, o etichette palesemente non ufficiali.

Esempio breve

Hai acquistato un paio di scarpe “edizione limitata” su Marketplace da un venditore privato. Le foto sembravano originali, ma quando arrivano ti accorgi che il logo è leggermente diverso e la qualità è scadente. Confrontandole online capisci che sono contraffatte.


Quando si compra da un privato: quali tutele ci sono?

La compravendita tra privati non offre le stesse garanzie di quella con un venditore professionale.
Tuttavia, se il prodotto ricevuto è falso, la legge considera questo comportamento come una vendita di bene non conforme. In altre parole, l’oggetto non corrisponde a ciò che è stato promesso nell’annuncio.

In questi casi puoi:

  • chiedere la risoluzione del contratto, cioè restituire il bene e ottenere indietro i soldi;
  • chiedere la restituzione del prezzo per inadempimento del venditore;
  • segnalare immediatamente l’utente alla piattaforma.

Piattaforme come Vinted e eBay offrono sistemi di protezione che, se attivati in tempo, permettono il rimborso senza dover arrivare a uno scontro legale.


Quando il venditore è un professionista

Se chi ti vende il prodotto ha partita IVA o opera abitualmente come commerciante, allora si applica il codice del consumo.
In questo caso hai tutele più forti, tra cui:

  • Garanzia legale di conformità;
  • Diritto al rimborso o alla sostituzione;
  • Possibilità di agire anche contro eventuali pratiche commerciali scorrette.

Offrire merce falsa non è solo un inadempimento civile, ma può integrare anche un illecito penale.


Cosa fare subito se ricevi un prodotto falso

  1. Non confermare la ricezione sulla piattaforma (finché non sei sicuro di ciò che hai comprato).
  2. Documenta tutto: foto dettagliate, imballaggi, eventuali chat con il venditore, copie dell’annuncio.
  3. Contatta subito il venditore, chiedendo spiegazioni o il rimborso.
  4. Apri una contestazione sulla piattaforma (Vinted, eBay ecc.), seguendo le procedure interne.
  5. Se il venditore non collabora, valuta una diffida formale tramite studio legale, specie se l’importo è significativo.

Esempio breve

Compri una borsa di marca su Vinted. Arriva, la confronti con modelli autentici e ti accorgi che il numero di serie non esiste. Apri immediatamente la procedura di reclamo: Vinted blocca il pagamento al venditore e ti rimborsa.


Domande e risposte

1. Posso denunciare chi mi ha venduto un prodotto falso?

Sì. La vendita di merce contraffatta può costituire reato. Tuttavia, prima della denuncia è opportuno valutare la situazione concreta, soprattutto se si tratta di un acquirente privato inconsapevole.

2. Ho già confermato la ricezione su Vinted: posso fare qualcosa?

È più difficile, ma non impossibile. Puoi comunque chiedere al venditore un rimborso diretto o valutare azioni legali. Tuttavia, è fondamentale non confermare la ricezione se hai dubbi.

3. Se il prezzo era molto basso, posso comunque chiedere il rimborso?

Sì. Anche se il prezzo è conveniente, il bene deve essere autentico o comunque conforme alla descrizione.

4. Vale la pena coinvolgere uno studio legale?

Per importi bassi spesso la piattaforma risolve da sé; per oggetti costosi (borse, orologi, sneakers rare) o in caso di venditori recidivi, l’assistenza di un avvocato può garantire un recupero più rapido e sicuro.

5. Come posso evitare di comprare falsi in futuro?

  • Controlla sempre il profilo del venditore.
  • Chiedi foto aggiuntive o dettagli specifici.
  • Confronta l’oggetto con i modelli originali.
  • Diffida dei prezzi troppo bassi.

Il diritto all’oblio su Google: posso far rimuovere le notizie che mi riguardano?

✅ Caso reale:

Un uomo è stato coinvolto anni fa in un procedimento penale poi archiviato. Nonostante la sua assoluzione, cercando il suo nome su Google comparivano ancora vecchi articoli che lo collegavano ai fatti.
Ha chiesto a Google la rimozione di quei risultati di ricerca, sostenendo che danneggiavano la sua reputazione e la sua vita professionale, pur non essendo più rilevanti. Google ha rifiutato, ma il cittadino ha fatto ricorso e la Corte di Giustizia dell’Unione Europea gli ha dato ragione, riconoscendo il suo diritto all’oblio.


🤔 Che cos’è il “diritto all’oblio”?

È il diritto di una persona a non vedere più associato il proprio nome a notizie datate, non più attuali o pregiudizievoli, soprattutto se non più rilevanti dal punto di vista pubblico.
In pratica: posso chiedere che vecchie informazioni su di me vengano rimosse dai risultati di ricerca, ad esempio su Google, se non hanno più utilità per il pubblico e ledono la mia immagine.


🧑‍⚖️ È un diritto garantito dalla legge?

Sì.
Il diritto all’oblio è previsto dal Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati (GDPR), in particolare all’art. 17.
Anche la giurisprudenza europea ha rafforzato questo diritto, bilanciandolo con la libertà di informazione.


🔍 Posso chiedere a Google di cancellare una notizia?

Attenzione: non si cancella la notizia dal sito originale, ma si può chiedere la rimozione del link dai risultati di ricerca associati al tuo nome.

Google ha un modulo ufficiale per fare questa richiesta. Serve dimostrare che:

  • l’informazione è non aggiornata, non rilevante, eccessiva o lesiva della dignità;
  • non ci sia un interesse pubblico prevalente a mantenerla online.

⚖️ Google può rifiutare?

Sì, se ritiene che l’interesse pubblico alla notizia sia superiore al tuo diritto alla privacy.
Ma puoi fare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali o, in ultima istanza, al tribunale.


📝 Quali tipi di contenuti si possono rimuovere?

Ecco alcuni esempi tipici:

  • vecchie notizie su reati estinti o archiviati;
  • articoli su errori giudiziari;
  • informazioni personali che danneggiano reputazione lavorativa o familiare;
  • immagini o articoli su eventi privati, non più rilevanti.

📌 Come si presenta una richiesta di rimozione?

1. Compila il modulo ufficiale di Google:

https://support.google.com/legal

2. Specifica:

  • il tuo nome;
  • i link da rimuovere;
  • le ragioni della richiesta (con eventuale documentazione a supporto).

👩‍💼 Quando conviene farsi assistere da un avvocato?

È utile in particolare quando:

  • Google rifiuta la richiesta;
  • si tratta di notizie complesse, come procedimenti penali;
  • vuoi presentare ricorso al Garante o al tribunale.

Uno studio legale può aiutarti a:

  • valutare la sussistenza del diritto all’oblio;
  • scrivere una richiesta efficace e giuridicamente solida;
  • affrontare il contenzioso, se necessario.

🟢 In conclusione

Il diritto all’oblio ti tutela contro la permanenza online di informazioni superate o lesive, soprattutto su Google.
Non sempre è semplice farlo valere, ma con i giusti strumenti e l’aiuto legale, è possibile difendere la tua reputazione digitale.


📞 Hai bisogno di assistenza per tutelare la tua immagine online?

Lo Studio Legale Malaguti Garlassi ti supporta in ogni fase:

  • analisi preliminare del caso;
  • contatto con i motori di ricerca;
  • ricorsi e azioni legali.

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Chi è responsabile se qualcuno scrive cose false o diffamatorie su di un sito internet?

La responsabilità del gestore professionale e i suoi presupposti

Il tribunale di Genova è stato chiamato a decidere il caso di un ristoratore fatto oggetto di recensioni false e diffamatorie pubblicate da ignoti sul sito internet nel quale il suo ristorante era pubblicizzato.

La falsa pubblicità negativa aveva causato una diminuzione del punteggio di gradimento assegnato al locale ed un conseguente danno economico.

Il Giudice ha ritenuto responsabile l’hosting provider dopo avere accertato che, pur avendo conoscenza del fatto illecito perpetrato attraverso il suo sito, e potendo constatarlo tramite la normale diligenza, non aveva provveduto a cancellare le false recensioni.

Nel caso specifico, il gestore della piattaforma online aveva ricevuto diffide e querele da parte del ristoratore danneggiato e, usando la normale diligenza, avrebbe potuto facilmente constatare che le recensioni pubblicate erano false e non riferibili al ristorante diffamato, dal momento che richiamavano una località diversa da quella in cui tale esercizio si trovava e parlavano di prodotti non commercializzati dal ristorante medesimo.

Pertanto il gestore di una piattaforma online ha il dovere di vigilare sul contenuto di quanto viene pubblicato e operarsi per immediatamente rimuovere i contenuti illeciti, quando ne abbia conoscenza e la possibilità di verificarli tramite la diligenza propria di un operatore professionale.